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Esistono tre tipi di lariceto:
Lariceto su rodereto-vaccinieto e su pascolo, Larici-cembreto a Clamagrostis Villosa e Pecceta Endalpica a Pino silvestre e Larice
LARICETO SU RODERETO-VACCINIETO E SU PASCOLO
I lariceti pascolati
e le formazioni e i lariceti con sottobosco pabulare interrotto da arbusti a dominanza di ericacee
rappresentano il tipo forestale dominante in Alta Valle Susa.
Le vicende storiche che hanno interessato i versanti con estese tagliate hanno permesso l'affermarsi di lariceti
in purezza. La possibilitá
di effettuare all'interno dei boschi chiari di larice
il pascolo ha inoltre favorito il perdurare di formazioni pure di larice
, arrivando a prescrivere, nelle indicazioni assestamentali di alcune particelle forestali del Comune di Cesana
nel primo dopoguerra, l'estirpazione della rinnovazione di pino cembro
in quanto di ostacolo al pascolo.
Al variare delle condizioni stazionali si osserva al diminuire del pascolo di animali domestici, un rapido
ingresso di individui di abete rosso, abete bianco
e latifoglie mesofile nel piano montano e pino cembro
e molto limitatamente abete rosso
nel piano subalpino. Gli interventi selvicolturali
che vengono effettuati sono estremamente variabili al variare della struttura e della tessitura del popolamento.
La dinamica dei lariceti
nel piano montano é
estremamente vincolata dal perdurare dei fattori di disturbo quali prevalentemente
il pascolo che garantiscono strutture e tessiture monoplane e uniformi.
Gli indirizzi assestamentali, tenuto conto dell'alto valore tecnologico ed economico del legname di larice
, per questi lariceti
prescrivono attualmente il taglio a scelta colturale per i lariceti
in evoluzione a pecceta ed i tagli a buche o fessure per le strutture piú uniformi.
Ogni anno vengono assegnati al taglio circa 3.000-3.500 m3 di larice con buon successo economico per
gli enti proprietari delle aste di vendita.
Per quanto concerne il taglio a scelta colturale viene effettuato con intensitá
variabili in funzione del grado di affermazione della rinnovazione di abete
preesistente.
Come evidenziato nel Lotto Gran pertiche in popolamenti
in cui al preesistente bosco monolpano e coetaniforme di larice
si inserisce nelle classi diametriche inferiori una promettente successione di abete rosso
si cerca di intervenire operando un allontanamento del popolamento maturo di larice
modellando la distribuzione dei diametri verso un popolamento disetaneiforme.
Il mantenimento del larice
come specie dominante garantisce al popolamento forestale valori di stabilitá molto elevati.
Per quanto concerne i tagli a fessura questi sono in sostituzione degli ormai impraticabili tagli raso
con rinnovazione posticipata che hanno cosí profondamente modellato il paesaggio forestale dell'Alta Valle Susa.
Nei tagli a fessura si cerca di orientare le fessure e di collocarle all'interno della tessitura
in modo da permettere le migliori condizioni possibili per l'affermazione della rinnovazione naturale delle specie
forestali di interesse che possono essere larice, abete rosso e abete bianco.
Spostandosi dal piano montano al subalpino ed in versanti esposti ai quadranti settentrionali
le fessure dovranno garantire una maggiore quantitá di luce al suolo e quindi migliori condizioni di temperatura
al fine di permettere l'affermarsi dell'attesa rinnovazione naturale.
Laddove non sono state ritrovate piante portaseme delle specie forestali desiderate e dove si valuta come unica
specie del popolamento futuro il larice si é
proceduto ad effettuare nelle annate di pasciona lavorazioni superficiali del terreno in modo da garantire migliori
condizioni per l'instaurarsi e l'affermarsi della rinnovazione naturale di larice.
Operando in questo modo, in accordo a quanto effettuato in popolamenti
simili sulle Alpi Francesi, si sono ottenuti interessanti nuclei di rinnovazione di larice.
In altri casi in cui invece si é
preferito introdurre rinnovazione artificiale posticipata di abete rosso.
In collaborazione con l'universitá di Torino
sono stati effettuati impianti di abete rosso
utilizzando la tecnica della semina diretta con l'ausilio delle microserre in materiale fotolabile per garantire
al seme buone condizioni di germinazione di affermazione nei primi tre anni.
I risultati di questo esperimento sono soddisfacenti e ormai a quattro stagioni vegetative il grado di attecchimento é
pari al 60-70% dei semi messi a dimora.
All'interno di questi lariceti sono frequenti le perticaie e spessine di origine artificiale all'interno
dei vecchi taglio a raso anticamente effettuati.
In questi giovani popolamenti
si effettuano regolarmente gli interventi di cura colturale quali prevalentemente diradamenti selettivi.
Queste operazioni chiaramente a macchiatico negativo vengono effettuate grazie alle disponibilitá
di finanziamento della Regione Piemonte - Assessorato Economia Montana e Foreste
- che mette a disposizione due squadre di operai forestale a cui va sommata la squadra del Consorzio Forestale
che da anni si occupa di selvicoltura ed ultimamente anche di applicare tecniche di ingegneria naturalistica
al fine di risolvere piccoli dissesti all'interno delle formazioni forestali dell'Alta Valle Susa
Leggi le informaizoni sugli altri tipi di lariceto
LARICI-CEMBRETO A CLAMAGROSTIS VILLOSA/
PECCETA ENDALPICA A PINO SILVESTRE E LARICE
Consorzio Forestale Alta Valle Susa
Via Pellousiere,6
10056 Oulx(To)
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E-mail: cf.avs@tin.it
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